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Petizione per il taglio delle spese militari in Italia
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Rinunciando a nuovi caccia bombardieri, navi da guerra ed elicotteri militari si possono risparmiare 29 miliardi di euro, più di quanto il governo vuole racimolare con misure che produrranno il disastro sociale

La manovra finanziaria di Berlusconi e Tremonti produrrà un vero e proprio disastro sociale. Il governo, infatti, ha deciso di far pagare la crisi economica alle fasce più deboli della popolazione che non solo dovranno sopportare nuove imposte ma dovranno subire la riduzione dei propri stipendi e del proprio potere d'acquisto.

Esiste un'alternativa? Sì esiste ed è a portata di mano. Basta tagliare la spesa militari del nostro Paese per recuperare nuove risorse per mettere in ordine i conti pubblici e rilanciare l'occupazione.

Tagliando la commessa per 131 i caccia bombardieri F-35 si possono risparmiare 15 miliardi di euro. Altri 5 miliardi si possono recuperare dall'ultima trance del programma per l'acquisto di 121 caccia Eurofighter (per il quale sono già stati spesi 13 miliardi). Fermando l'acquisto delle 10 fregate 'FREMM' per la marina militare si risparmiano altri 5 miliardi di euro e fermando la commessa per 100 elicotteri NH90 restano a disposizione altri 4 miliardi di euro.

Complessivamente si possono reperire ben 29 miliardi di euro, di più di quanto Tremonti sia riuscito a mettere nella sua Manovra di 'lacrime e sangue' per i cittadini più deboli.
 
Noi Verdi facciamo nostra una frase dell'amato presidente Sandro Pertini che in un momento di difficoltà disse: 'Bisogna svuotare gli arsenali per riempire i granai' e ti chiediamo di sostenere le nostra petizione per il taglio delle spese militari italiane.

L'Italia non ha bisogno di caccia bombardieri e navi da guerra.
Usiamo quei 29 miliardi per affrontare la crisi ed evitare il disastro sociale.

MA SE NON ESISTE LIBERTA D'INFORMAZIONE NESSUNO POTRA' SAPERLO........
 
APPELLO PER UNA FEDERAZIONE ECOLOGISTA

 Un’altra SANREMO verde è possibile

 

Dopo gli ultimi deludenti risultati elettorali dei Verdi alle Regionali, sia come Verdi del Sole che ride, sia come costola del partto di Vendola, Sinistra Ecologia Libertà, è ormai evidente che dalla Federazione dei Verdi, nonostante l'accorato appello di Bonelli per Italia Ecologia, non riesco ad immaginare un nuovo soggetto politico creato dall'alto e calato nelle realtà locali. Trovo ancora utile leggere e seguire chi ci ha anticipati nel proporre una specie di federazione di cittadini, associazioni, reti e movimenti che si rifanno in sintesi al modello francese di EUROPE ECOLOGIE, che tanto successo ha avuto.... A Livorno sono nati CITTADINI ECOLOGISTI, in altre Regioni esistono  alleanze trasversali fuori dai consueti schemi destra sinistra, che comprendono molte esperienze locali. E' sufficiente girovagare con costanza e intuito su Internet per trovare esempi simili. Mi permetto di riportare qui sottol'Appello del Gruppo delle Cinque Terre ( a noi vicino) come punto di partenza per una discussione nazionale e locale: chiedo scusa per la lunghezza e l'impegno dell'appello, ma e necessario leggere tutto per poi esprimere una motivata opinione anche per noi quasi ex verdi ex abientalisti dela Provincia di Imperia e di Sanremo. Sotto a chi tocca il primo commento.... non mancano anche da noi gruppi, movimenti e persone che, senza rinunciare alla propria indipendenza e liberà d'azione , possano unire i loro pensieri per un'altra Italia, un'altra aprovincia, un'' altra SANREMO.....

 

Claudio Covini - Verdi Sanremo

Un’altra Italia è possibile

Un’altra Italia è possibile bigimage

Appello del Gruppo delle Cinque Terre

1 L’Italia vive l’anomalia di un nuovo Medioevo.

Più che in altri paesi, è visibile in Italia l’emergenza ecologica, il degrado sociale e la crisi di fondamentali valori etici; permangono aree vaste di ignoranza, incapacità, ingiustizia. Meno facilmente che altri paesi, l’Italia quindi può affrontare la conversione ecologica delle attività economiche, il risanamento ambientale e morale del paese, la partecipazione diretta delle persone alla attività sociale ed una effettiva realizzazione di una sana cultura dei diritti e dei doveri che dovrebbero regolare ed ispirare la vita sociale collettiva.

2 Sia in Europa che nel resto del pianeta, vi è una tripla crisi :a) economica e finanziaria (causata da un modello di crescita superato) b) ambientale conseguente, c) socio-culturale. Tre grandi crisi che non trovano più risposte adeguate dal sistema della politica: non dai partiti socialdemocratici in crisi dappertutto e neppure dall’egoismo sociale e dall’indifferenza ambientale dei vari partiti conservatori.

Solo un modello sociale e produttivo eco-orientato ed eco-sostenibile, che all’idea di una crescita senza limiti sostituisca un idea di sobrietà, che non escluda anche l’utilità di avere aree di  decrescita virtuosa e felice, può essere in grado di affrontare le difficoltà del presente.

3 Però si sta affermando sia in Europa che altrove una nuova cultura trasversale, al di sopra dei tradizionali schieramenti politici, che rivendica il diritto-dovere ad una relazione armonica tra uomo e natura, tra esseri umani, tra uomo e donna, e all’interno dell’uomo tra vita e coscienza.
Un numero progressivamente crescente di uomini e donne del pianeta si riconosce in una condivisione ed alleanza di valori, di pratiche e attività per l’affermazione di ciò che si riconosce come valido e irrinunciabile per garantire la propria sopravvivenza e la propria felicità.

Questo movimento  è la forza determinante che sta alla base della vittoria di Obama negli USA, spinge ed alimenta la rivoluzione della Green Economy, permette l’ affermazione di formazioni tendenzialmente trasversali come Europe Ecologie in Francia, anima la moltitudine di movimenti culturali sociali e politici attivi su temi specifici e vive nello sforzo quotidiano di ognuno per una vita felice.

E’ l’antidoto, unico oggi, all’intossicazione della politica e all’avvelenamento del pianeta, della società e delle coscienze; ha abbandonato le ideologie del secolo scorso e si sta diffondendo dappertutto.

I movimenti ambientalisti, i movimenti dei diritti civili, i movimenti di giustizia sociale, i movimenti di autonomia culturale si stanno intrecciando e tendono ad ampliare quel minimo denominatore comune che li rende vicini gli uni agli altri.

Il termine ecologisti è al momento il più idoneo a rappresentare questa varietà di esperienze, che vanno oltre lo storico ambientalismo e che hanno però un minimo comune denominatore.

4 In Italia stiamo invece assistendo ancora  ad una semplificazione culturale che rende simili ed al contempo pessime le diverse aree politiche, tutte globalmente incapaci di affrontare le crisi del nuovo tempo: si tratta di una crisi globale del sistema e di esaurimento delle culture che lo hanno ispirato e formato.

Non è possibile affrontare  e risolvere l’anomalia italiana senza alcune riforme prioritarie che rendano possibile:
a) un nuovo Mercato del lavoro, un Welfare e una fiscalità basati su equità e trasparenza.
b) una Giustizia efficace ed efficiente che garantisca tutti e non discrimini nessuno.

c) il ridimensionamento della Casta e dei suoi costi, la riforma dell’amministrazione pubblica

(con la riduzione dei centri decisionali di spesa) e la liberazione

dell’informazione dal sistema partitico invece delle attuali spartizioni e lottizzazioni.

d) una guerra aperta e totale alla Corruzione e alle Mafie e insieme la difesa e la realizzazione

dei valori costituzionali.

e) Il recupero della legalità e la realizzazione dello stato di diritto sono la precondizione per

l’altra grande trasformazione urgente e necessaria: la conversione ecologica dell’economia

e della società, la trasformazione delle fonti energetiche e l’adeguamento eco-orientato

dello Stato.

Insieme vanno proposte alcune radicali innovazioni nella direzione di una società eco-orientata:

a) un programma nazionale per la mobilità nelle città che preveda di andare verso la gratuità dei trasporti pubblici, nuovi piccoli mezzi privati non inquinanti (risciò), sviluppo di metrò sotterranei estesi in tutte le città medio-grandi

b) norme radicali che prevedano solo edificazioni ecoprogettate, fornite di  area esterna adeguata ed area di coltivazione famigliare, posti auto solo sotterranei (numero predeternminato) . Grattacieli solo in sostituzione quando è il caso, di edificazioni orizzontali, che vanno sostituite da verde urbano.

c) sostituzione dei grandi progetti inutili (Tav, Ponte di Messina,..) con grandi progetti ecocompatibili e necessari (efficienza e modernizzazione ferroviaria,antisismica, edilizia scolastica, estensione banda larga..)

d) nuove forme di educazione sanitaria, sessuale, civica, nelle scuole di ogni ordine e grado

5 La crisi della sinistra è a tutti evidente: ininfluente quando governa, divisa comunque in vari

frammenti invece che unita in un unico partito; perfino nelle sue forme più moderate è incapace di aggregare forze ed anzi contribuisce alla prevalente autodistruzione.

La crisi della destra è pari a quella della sinistra e si manifesta nella illusione della politica della forza, nella cecità rispetto i diversi problemi e nel suo affidarsi a figure carismatiche ed alla esaltazione di paure e insicurezza.

Entrambi gli schieramenti politici, sia la destra che la sinistra, non esprimono più i propri valori originari e sono ridotti a testimoni privi di anima, irresponsabili o complici del disfacimento attuale,che sopravvivono come pure cordate di potere a livello nazionale e locale

Allo stesso tempo ne i  movimenti di protesta ne i partiti-scatoloni malati di populismo riescono ad esprimere strategie e riferimenti culturali concreti e stabili nel tempo.

Legocentrismo e l’arroccamento di ognuno su linguaggi, convincimenti e preclusioni personali mantengono la frammentazione culturale, sociale e politica e producono la vanificazione di ogni speranza di cambiamento.

6 Noi sosteniamo che è necessario un ecologismo politico di nuovo tipo, estraneo a schemi destra-sinistra, più radicale e meno istituzionale, non estremista, con una vocazione aggregante e maggioritaria, con una forte accentuazione del federalismo e del radicamento sociale, con la riscoperta di lotte e azioni esemplari ed insieme ad una ripresa del dibattito culturale e dell’analisi scientifica dei problemi e delle soluzioni. Per condurre una contestazione sistematica delle attività economiche dannose, dei comportamenti istituzionali fraudolenti e di tutte le forme delinquenziali di illegalità.

7 Il percorso, le tappe, le strutture per la rigenerazione, rifondazione, riunificazione di tutti gli ecologisti e dei tanti altri che si collocano con disagio nel campo riformista e in quello della tutela sociale, richiedono la costruzione di un fronte ampio, costituito da persone di diverse provenienze, ma anche da energie nuove e fresche all’impegno politico.

Occorre che si imponga un  processo di solve et coagula per far decollare un nuovo movimento politico che innovi la forma di partito dotandola di base sociale e radicamento nei valori e nelle necessità dei vari territori.

Necessita la convergenza di una moltitudine di persone e gruppi che sulla base di denominatori comuni sappiano condividere linguaggi ed esperienze diverse rendendo possibile anche un recupero della memoria di decenni di impegno. Occorre operare nei vari settori per rigenerare, rifondare e riunire, un compito politico, culturale, di comunicazione.

8 Gli Ecologisti devono recuperare nel proprio nuovo progetto, la vocazione fallita del riformismo moderato e le aspettative sociali degli strati deboli e marginalizzati dalla crisi (che erano una volta il terreno della sinistra); un progetto quindi di ecologismo politico riformatore e sociale, ma, come indicano anche altre esperienze europee (dalla Francia  alla Germania ad altre), possibile solo se costruito su  un solido cuore ecologista.

I nuovi ecologisti devono quindi candidarsi  alla centralità politica per la rinascita del paese per costruire e promuovere una sana cultura della sobrietà e dell’onestà, della salute e della convivenza civile. L’aggregazione di questa area deve rivolgersi a tutti senza discriminare a priori nessuno.

9 Crediamo che le basi fondanti di un nuovo movimento politico e culturale siano:

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