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La riconversione ecologica Stampa E-mail
Daniel Cohn Bendit, europarlamentare verde eletto a furor di popolo in Francia, leader della lista Europe écologie, interviene sulla crisi del settore automobilistico e sul dramma dei posti di lavoro già persi e che si perderanno nel corso dell'anno.    
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Intervista
L'europarlamentare, leader di Europe écologie, sostiene la necessità di una radicale trasformazione dell'industria automobilistica. Riduzione delle produzioni più inquinanti, incentivi mirati e una nuova mobilità


«La riconversione ecologica rappresenta l'unico mezzo per salvare i posti di lavoro, ma occorre che una parte dei lavoratori dell'industria automobilistica sia formata per un altro mestiere, perché non potrà rimanere nell'auto».
Daniel Cohn Bendit, europarlamentare verde eletto a furor di popolo in Francia, leader della lista Europe écologie, interviene sulla crisi del settore automobilistico e sul dramma dei posti di lavoro già persi e che si perderanno nel corso dell'anno.
Il modello dell'ex Dany il Rosso, tra gli ecologisti più riconosciuti al mondo, è di rottura radicale con il passato. «L'unico possibile - avverte - per garantire un futuro d'uscita dalla crisi».

Siamo arrivati a un punto di non ritorno nella nostra società ipersviluppista?
Il produttivismo di oggi è pericoloso per tutti. Bisogna necessariamente porsi la domanda sul significato odierno della parola "crescita". Bisogna innanzitutto badare alla nostra vivibilità.

Il settore automobilistico annaspa e ogni governo ci mette tanti soldi. è la strada giusta?
Nell'intera Unione europea c'è un dibattito molto difficile sull'auto. La maggior parte della politica, però, mente.
La verità è che in tutto il Vecchio continente siamo arrivati a un 35 per cento di sovrapproduzione di auto. E la posizione della sinistra e della destra sul settore è la stessa di venti anni fa sulla siderurgia. "Bisogna salvare la siderurgia", si diceva. Ma ora dov'è questa siderurgia? Non c'è più.
Gli incentivi, così come concepiti finora, non hanno trasformato niente. Diversamente da quanto fatto finora, vanno invece utilizzati per la trasformazione ecologica dell'industria dell'auto.
La Fiat, come gli altri colossi, dovrà progressivamente produrre meno auto e si dovrà investire sempre di più nella mobilità ecologica delle città.

Come cambiare, allora, senza che nessuno debba rimetterci il lavoro?
Certamente nessun cambiamento è ammissibile se fatto sulla pelle dei lavoratori, che anzi vanno accompagnati e sostenuti.
Oggi bisogna cambiare totalmente il sistema di mobilità: innanzitutto la maggior parte delle automobili prodotte è troppo inquinante, e serve una regola europea per far finire questo tipo di produzione.
Occorre fare in modo che un certo tipo di economia, vecchia e inquinante, non cresca più.

Un esempio concreto di riconversione ecologica?
Il tram. è il futuro di tutte le città. La produzione di tram nei prossimi 10-15 anni sarà più grande di quella di Airbus e degli altri colossi. La mia proposta è quella di dare un salario di trasformazione ai lavoratori che vengono dall'industria dell'automobile per consentire loro, ad esempio, di costruire tram.
Questa è una politica industriale nuova. La società fondata sull'automobile nei prossimi 10-15 anni sarà finita. L'errore tradizionale della destra e della sinistra è di pensare che esista una risposta alla crisi economica e finanziaria che non sia una risposta ecologica.
E' vero esattamente il contrario: contro la crisi la risposta ecologica è l'unica possibi